E’ in corso, in Assemblea di Senato, la discussione sul disegno di legge 2801 nota ai più come la legge ‘sul fine vita’ o sul ‘Testamento Biologico’.
Il testo, già approvato dalla Camera dei Deputati, norma su temi quali consenso informato del paziente, trattamenti sanitari e accertamenti diagnostici, introducendo la possibilità di disporre anticipatamente le proprie volontà in materia di fine vita.
Nello specifico, sono previste e regolate le cosiddette Disposizioni Anticipate di Trattamento (DAT). In sostanza, ogni persona, in previsione di un’incapacità futura di comunicare, può esprimere in anticipo le proprie convinzioni e preferenze in relazione ai trattamenti sanitari ai quali vorrà o non vorrà essere sottoposta.
Non si tratta ovviamente di una eutanasia assistita, tuttavia, nei pazienti con prognosi infausta a breve termine o di imminenza di morte, il medico dovrà “astenersi da ogni ostinazione irragionevole nella somministrazione delle cure e dal ricorso a trattamenti inutili o sproporzionati”, se questa sarà la palesata volontà del paziente.
I medici saranno tenuti a rispettare la volontà di rifiutare trattamenti sanitari o rinunciarvi, senza per ciò incorrere in responsabilità civili o penali. Il paziente, d’altra parte, non potrà esigere trattamenti sanitari contrari alle leggi vigenti, alla deontologia professionale o alle buone pratiche clinico – assistenziali.
Il testo di legge può ancora essere modificato ma restando tale, l’impianto prevede che le DAT, rinnovabili o revocabili in qualsiasi momento, siano redatte in forma scritta, con atto pubblico o scrittura privata, e depositabili presso l’Ufficio di Stato civile del comune di residenza o le strutture sanitarie aventi in carico l’interessato. Potrebbero tuttavia essere espresse anche attraverso registrazioni video o mezzi meno convenzionali comprovanti una volontà chiara e indubbia. Il testo prevede anche la possibilità di indicare un fiduciario che ‘parlerà’ per volontà del paziente, dietro sua esplicita indicazione.
L’interesse generale è rivolto all’opera parlamentare, con la rinnovata speranza che l’approvazione della 2801 sblocchi la discussione in merito a contenuti etici delicati, sospesi tra veti incrociati e divergenze politiche, che attendono risoluzione da anni.