L’American Journal of Respiratory and Critical Care Medicine ha di recente pubblicato una ricerca condotta da Ricardo Osorio, della New York University School of Medicine, inerente i potenziali rischi legati ai disturbi del sonno denominati OSAS.
Le apnee ostruttive del sonno, la cui diagnosi è oramai diffusissima, secondo i dati raccolti, sarebbero causa dell’aumento di rischio di Alzheimer.

 

Altri studi, negli ultimi anni, avevano già associato i disturbi del sonno ad una più alta probabilità di decadimento cognitivo e demenze. Lo studio della New York University relaziona, nello specifico, le apnee notturne all’aumento della beta-amiloide nel sistema nervoso, proteina tossica che, accumulandosi nel cervello nel lungo periodo, produce disfunzioni cerebrali e indebolimento cognitivo. L’aggravarsi delle apnee, decorso per altro solito di questo specifico disturbo del sonno, fa registrare l’aumento proporzionale della beta-amiloide.
Lo studio svolto su un campione di 200 individui, tutti di età superiore ai 50 anni, apre un nuovo orizzonte di studio sui deficit cerebrali e le potenziali cause, offrendo grandi possibilità di prevenzione futura.

E’ possibile presso la Clinica Tommasini, iniziare un percorso di studio e diagnosi dei disturbi di Osas.

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