Le stime parlano di un’incidenza alta che interessa circa il cinque o sei per cento della popolazione totale. Sono colpiti principalmente anziani e fumatori ma la BPCO non è correlabile solo al fumo per tanto tutte le categorie sono a rischio.

I sintomi iniziali, tosse ed espettorato, sono spesso sottovalutati e per tale motivo la diagnosi si fa, di solito, a seguito di eventi acuti di tosse, espettorato o dispnea.
La diagnosi è clinico-funzionale, possibile attraverso un’indagine diretta sulla storia e le consuetudini del paziente. L’ostruzione delle vie aeree si può riscontrare facilmente e in modo indolore attraverso una semplice spirometria.

Attualmente le terapie disponibili sono solo farmacologiche e sintomatiche, utili cioè a migliorare i sintomi con l’uso di broncodilatatori ai quali possono essere associati antinfiammatori, per quanto le terapie siano variabili in caso di riacutizzazioni.

Secondo le previsioni entro il 2020 questa patologia sarà la prima causa di morte al mondo.
I dati confermano una prognosi migliore a fronte di una diagnosi precoce e le nuove tecnologie prospettano l’introduzione di nuovi trattamenti, dalla riduzione endoscopica o chirurgica dell’enfisema, quando presente, o nuovi trattamenti biologici studiati sulla base del patrimonio genetico, fino alla ventilazione assistita o addirittura il trapianto di polmone nei quadri clinici più compromessi.

Al sito www.clinicatommasini.com trovi tutte le informazioni sul servizio ambulatoriale di pneumologia della Clinica Tommasini, con indicate le modalità per iniziare un percorso di diagnosi, con visita e spirometria, e trattamento dei pazienti con disturbi respiratori.