L’emicrania è una cefalea primaria che interessa il15% della popolazione mondiale. Il dolore che caratterizza questa patologia ha carattere pulsante che aumenta con l’attività fisica o il movimento e può avere una durata variabile (tra 4 ore e 3 giorni).

E’ un disturbo invalidante che può avere un effetto importante sulla qualità di vita e sulla capacità lavorativa o di studio in quanto può anche presentarsi associata ad altri sintomi come: nausea, vomito, ipersensibilità a luci e rumori. La sua incidenza aumenta dopo la pubertà e interessa più spesso le donne che gli uomini.

Da un uno studio condotto in Danimarca dai ricercatori dell’università di Aarhus, in collaborazione con i dipartimenti di epidemiologia e di neurologia dell’Università di Stanford, è emerso che i soggetti che soffrivano di emicrania (51.032 pazienti messi a confronto con 510.320 persone della popolazione generale) presentano un rischio elevato di infarto ( 49%) e di ictus (226%).
Lo studio, pubblicato sul British Medical Journal, ha coinvolto tutti gli ospedali e gli ambulatori ospedalieri danesi dal 1995 al 2013.

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