DANNO EPATICO: L’ALCOL E’ UNA DELLE PRIME CAUSE

L’alcol alimentare è una sostanza presente in diversa concentrazione nelle bevande alcoliche. L’alcol ingerito viene assorbito per il 2% dallo stomaco e per il restante 80% dalla prima parte dell’intestino, passa nel sangue e dal sangue al fegato che lo smaltisce.

Assumere dosi elevate di alcolici altera il metabolismo, può influire su svariati apparati, causare forme di intossicazioni anche gravi che possono sfociare in patologie interessanti il sistema epatico (quali epatite alcolica, cirrosi alcolica ecc).

È importante ricordare che secondo il Global status report on alcohol and health 2014 dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, l’uso di alcol nel 2012 ha causato nel mondo 3,3 milioni di morti, ossia il 5,9% di tutti i decessi (7,6% uomini e il 4,0% donne) e il 5,1% degli anni di vita persi a causa di malattia, disabilità o morte prematura (Disability Adjusted Life Years, DALYS).

Per valutare correttamente il rischio connesso all’assunzione di bevande alcoliche è necessario tener conto di diversi parametri come: le quantità di alcol assunte, la frequenza e durate del tempo del consumo sistematico, la concomitanza con i pasti, e l’età e il sesso, la tollerabilità dell’alcol in relazione alle condizioni di salute e l’assunzione di farmaci.

La prevenzione delle patologie epatiche inizia attraverso una corretta dieta alimentare per tanto è importante ridurre l’assunzione di alcol di cibi fritti e grassi, mangiare più frutta, verdura riso e cereali.
Il fegato è l’organo in cui vengono metabolizzati la maggior parte dei farmaci pertanto è importante rispettare le dosi consigliate.

La comunità scientifica ha individuato alcune limiti entro i quali il consumo di alcol giornaliero si considera moderato: 10 grammi di alcol al giorno con dovute e validate differenziazioni di genere e di età.

Presso la Clinica Tommasini è attivo un servizio di epatologia.
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